Random: some stuff i’ve been up to…in the last months

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“Depot”, china ink and spray paint on handmade paper, available @Square23 Gallery, Turin

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Hand painted skateboard, a work for Nameless

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Sweating in the studio 2015

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Live painting in Follonica, Tuscany

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Artwork for CORPOC

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Artwork for Egowar Magazine

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“Contaminazioni Contemporanee” @Altroprogetto, Pisa. Some pics from the opening

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pics by Dania Gennai and Francesco Barbieri

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Contaminazioni Contemporanee

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Sabato 13 giugno, ore 18

Contaminazioni Contemporanee.
Dialoghi creativi tra Arte e Design. 5 arredi, 5 pezzi unici.
ALTROPROGETTO incontra FRANCESCO BARBIERI

ALTROPROGETTO showroom, via G. Bovio 34, Pisa

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Contaminazioni contemporanee nasce dall’incontro creativo tra gli arredi realizzati da Altroprogetto (Fabio Bertini, Lucca, 1981) e gli immaginari pittorici di Francesco Barbieri (Pisa, 1976), artigiano-designer il primo, ex writer e pittore il secondo. Le superficie di cinque pezzi unici realizzati artigianalmente da Altroprogetto, con le loro linee asciutte ispirate al design nordeuropeo, ospitano così le visioni post-urbane ed emozionali di Francesco Barbieri. E il risultato è potente. In questi cinque pezzi, opere di un’arte ancora da codificare, entrano in cortocircuito saperi e gestualità, materie e variazioni cromatiche, vissuti e ispirazioni. Non c’è niente di decorativo negli interventi di Barbieri sulle superfici degli arredi. Al contrario, le forme e i colori ricorrenti dei suoi paesaggi urbani, distesi sui confini delle linee ferroviarie, si appropriano degli spazi del legno da un lato con una tensione verso l’astrazione, dall’altro mettendosi in dialogo con la tridimensionalità degli oggetti. Agli arredi, progettati e realizzati per essere destinati alla dimensione intima e privata degli ambienti interni, viene così donata una prospettiva nuova come se, affacciatisi per pochi istanti al mondo, ne conservassero poi il ricordo sfuggente delle architetture e degli sprazzi di colore, con le loro forme e consistenze.
L’energia motrice del paesaggio urbano incontra così la ferma solidità dell’interior design.
Cinque pezzi, cinque dialoghi creativi unici che verranno presentati per la prima volta sabato 13 giugno alle ore 18 presso lo showroom di Altroprogetto (via G. Bovio, 34, Pisa).

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Galleria La Linea

Now i’m rapresented also from Galleria La Linea in Montalcino (Tuscany). Here some photos of its very first opening (about 10 days ago), where the gallerist Matteo Scuffiotti presented all his artists to the public.
www.gallerialalinea.it

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“Terra Di Nessuno” paintings & drawings

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“Terra Di Nessuno”, some pics from the opening

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photos courtesy of Livio Ninni.
the show is open till 30th april 2015, check it out: Square23 Gallery, Via San Massimo 45, Turin

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“TERRA DI NESSUNO” solo show @Square23 Gallery, Turin

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TERRA DI NESSUNO
I non-luoghi dell’arte urbana secondo Francesco Barbieri
26 marzo – 30 aprile 2015
Opening: giovedÏ 26 marzo, dalle ore 18

La “terra di nessuno” Ë un’area ferroviaria abbandonata, lo spazio sotto uno svincolo della tangenziale, un tunnel, l’interstizio tra due sottopassaggi bui. La terra di nessuno Ë il soggetto principale della pittura dell’ex “scrittore di graffiti” Francesco Barbieri.
Da questa zona di frontiera l’artista ha imparato ad osservare e a vedere tutto ciÚ che lo circonda con senso critico ma anche con incanto, trasportando tralicci, antenne, palazzi e cieli opalescenti irrorati di smog nelle sue tele.

INFO
Square 23, via San Massimo 45, Torino
“Terra di Nessuno”, personale di Francesco Barbieri
26 marzo – 30 aprile 2015
Orari: lunedÏ – sabato 11-20, o su appuntamento
Opening: giovedÏ 26 marzo, dalle ore 18
T: 334.9980390 – E: info@square23.net

Per la stampa
Ufficio stampa Square23, Simona Savoldi
T: 339.6598721 – E: savoldi.press@gmail.com

Terra di nessuno

“Quando, nell’aprile 1992, il sociologo Marc Augé pubblicò in Francia Non luoghi. Introduzione a un’antropologia della surmodernità, uno dei testi fondamentali per l’analisi del rapporto tra società umane e spazio urbano nel mondo contemporaneo, il paese discuteva ancora di un fatto di cronaca abbastanza inusuale. Solo poche settimane prima, la stazione della metropolitana del Louvre – da poco riammodernata e ornata di copie di statue conservate nel museo – era stata, infatti, presa di mira e vandalizzata a colpi di bombolette spray da alcuni graffiti writers. Giornali e televisioni diedero ampio spazio allo scempio compiuto in quell’occasione, presentando la contemporanea approvazione delle prime leggi antigraffiti come una prova dell’efficacia delle istituzioni.
A distanza di anni, è lecito avviare una rilettura di quei provvedimenti e chiedersi se l’introduzione di quelle normative non scatenò un aumento delle tendenze vandaliche nel graffiti writing francese degli anni ’90 e 2000, invece di stemperarne l’impatto. Negare ai graffiti il diritto di essere presenti nello spazio pubblico fu, infatti, uno dei principali segni del rifiuto delle istituzioni pubbliche di confrontarsi con la comparsa di nuove culture urbane e, al tempo stesso, la testimonianza di un’incapacità di mettere a frutto il nuovo quadro teorico reso disponibile da studi come quello di Marc Augé.
Nell’autunno del 2005, mentre le periferie di alcune città francesi venivano prese d’assalto da bande di giovani disoccupati, la fedeltà ventennale a quelle linee guida definite all’inizio degli anni ‘90 fu ritenuta da molti come una delle principali cause delle rivolte delle banlieues. Altri, come l’allora ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, ridussero invece il tutto a una banale rappresaglia di ragazzi, nati e cresciuti in quartieri dormitorio, incapaci di condividere lo spirito repubblicano. Il dibattito pubblico si polarizzò rapidamente attorno a questi due fronti, ostacolando un’analisi politica seria della situazione e il conseguente varo di possibili riforme.
Fu in questo contesto, mentre i media francesi scandivano quotidianamente storie di guerriglia urbana, che degli enormi ritratti fotografici di quegli stessi ragazzi che stavano mettendo a soqquadro le banlieues comparvero sui muri di palazzi signorili dei quartieri benestanti di Parigi. I poster di dimensioni medio-grandi ritraevano delle espressioni a metà tra il buffo e l’aggressivo, per denunciare con ironia l’immagine distorta delle periferie francesi offerta dai media e da una parte della classe politica nazionale. Portrait of a generation rimane, ancora oggi, uno dei progetti più emblematici dello street artist JR, ma rappresenta soprattutto il primo tentativo da parte di questo ex-graffiti writer di armarsi di un nuovo linguaggio, basato non più sulla bomboletta spray, ma sul connubio tra macchina fotografica digitale e stampante plotter. Offrire la propria idea del rapporto tra società umane e spazio urbano aveva ormai preso il sopravvento sulla ricerca di uno stile unico per le proprie lettere. Un nuovo campo di ricerca, tutto da esplorare, vide allora il giorno.
I paesaggi urbani di Francesco Barbieri sono difficilmente assimilabili alle fotografie di JR. Tuttavia, condividono con il suo lavoro una necessità piuttosto simile di trasmettere un modo preciso di vedere e di vivere lo spazio urbano, tipico di chi ha un trascorso nel graffiti writing. Nel caso di Francesco Barbieri, va in scena un immaginario collettivo rimosso e composto da scorci di città invisibili ai nostri occhi. I suoi paesaggi si concentrano su delle aree urbane che il nostro sguardo ignora coscientemente. Sono delle carte geografiche di un mondo circostante che ci autoprecludiamo, quasi come delle fotografie scattate a occhi chiusi con uno smartphone mentre attraversiamo in treno o in metropolitana una città.
Terra di nessuno, il titolo di questa mostra, è una presa d’atto della relazione irreale – sospinta dal solo desiderio artificiale di consumare o di transitare – che molti hanno con lo spazio urbano. Assume, in seguito, un accento rivendicativo, perché Francesco Barbieri educa l’occhio dei propri spettatori e li invita a riscoprire autonomamente la bellezza di quegli spazi urbani finora preclusi al loro sguardo. Il tono onirico di molte sue composizioni recupera quelle indagini volte a svelare l’anima degli spazi urbani, che Guy Debord e i situazionisti tennero a battesimo negli anni ’50 con il nome di psicogeografia. Il rapporto intimistico con alcuni angoli di città ricalca, invece, le passeggiate descritte dal disegnatore giapponese Jirô Taniguchi ne L’uomo che cammina. Il suo lirismo recupera invece quel rapporto sofisticato e silenzioso allo spazio urbano tipico dei primi ritratti fotografici di città scattati da Eugène Atget nella Parigi di fine ‘800.
Tanta street art trasforma l’esperienza urbana in immagini virali, destinate a internet più che a una tela. Francesco Barbieri fa l’esatto contrario. Racconta la città in modo meno sfacciato, perché preferisce una visione intimistica del paesaggio urbano. Apprezza la resa cromatica di atmosfere cariche di colori forti, in cui riemergono i profili stilizzati di architetture industriali. La lettera e la parola non hanno più spazio nella sua produzione, ma il nuovo lirismo di Francesco Barbieri fa sì che la definizione di poesia visiva sia e rimanga sempre quella più adeguata a definire i quadri e i disegni esposti tra le mura di Square 23.”

Parigi, 7 marzo 2015
Christian Omodeo

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“Terra Di Nessuno” video promo

Thanks to my friends Federico Borghesi and Davide Barbafiera who made this cool video to promote my next show, that will open Thursday 26th of March, at Square23 Gallery, via San Massimo 45, Turin. Stay tuned.

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old & new / paintings & drawings

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collettiva 42

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me and Daniele Tozzi @STUDIO GENNAI Arte Contemporanea, together with
Paolo Albani – Fernando Andolcetti – Aris – Francesco Barbieri – Vittore Baroni – Giorgio Bartocci – Carlo Battisti – Enrico Bertelli – Giancarlo Bertoncini -Antonino Bove – Isora Caprai – Emma Caprini – Federico Cavallini – Cosimo Cimino – Gian Luca Cupisti – Carlo Delli – Anita D’Orazio – Federica Fiorenzani – Luca Gaddini – Felice Galli – Dania Gennai – Delio Gennai – Dario Gentili – Chiara Giorgetti – Alessio Guano – Linea Piatta – Mauro Manfredi – Paolo Marchi – Francesco Moretti – Luca Moretti – Sergio Pampana – Vincenzo Penné – Fabrizio Pizzanelli – Clara Rota – Massimo Salvoni – Danilo Sergiampietri – Lorena Sireno – Renato Spagnoli – Soap The Wizard – Nicoletta Testi – Daniele Tozzi – Tommaso Vassalle

till the end of the month.
The show is called “Collettiva 42”, go check it out in via San Bernardo 6, Pisa.

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