“The Twilight Zone” group show @ Burning Giraffe Art Gallery in Turin

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installation view of the two paintings i did for this amazing exhibition

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work in progress (Ph Silvia Sagone)

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“Iniziazione”, mixed media on canvas, 70×100 cm, 2018.

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“Società Segreta”, mixed media on canvas, 70×100 cm, 2018.

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THE TWILIGHT ZONE. Tales from the edge of town
a cura di Alessandra Ioalè

artisti in mostra: Francesco Barbieri, Daniel Chazme, Andrea Chiesi, ETNIK, Marcantonio Lunardi, Luca Lupi, Fabio Pradarelli, SEPE

Burning Giraffe Art Gallery – Via Eusebio Bava, 8/a, Torino

Vernissage: venerdì 4 maggio, ore 18:30-21:30
Periodo mostra: dal 4 maggio al 2 giugno 2018
Orario di apertura: martedì-sabato, 14:30-19:30 (mattina su appuntamento)
Contatti: www.bugartgallery.com – info@bugartgallery.com – t. 0115832745

Burning Giraffe Art Gallery è lieta di presentare la mostra collettiva The Twilight Zone, a cura di Alessandra Ioalé, che coinvolge gli artisti: Francesco Barbieri, Chazme, Andrea Chiesi, Etnik, Marcantonio Lunardi, Luca Lupi, Fabio Pradarelli, Sepe.
Attraverso una variegata serie di opere pittoriche, fotografiche e scultoree di queste otto personalità artistiche, italiane e straniere, si propone una lettura delle incredibili e originali declinazioni che ha assunto oggi il movimento realista, nell’estetica della rappresentazione e della restituzione emozionale del paesaggio urbano e della vita quotidiana che vi si svolge, rivitalizzando e continuando ciò che è stato cominciato oltre due secoli orsono e sottolineando quanto questo movimento non solo non sia morto, ma abbia riacquistato autonomia come forma espressiva nel panorama artistico contemporaneo.
Negli ultimi vent’anni una nuova ondata di artisti è tornata a rappresentare il paesaggio urbano e la vita quotidiana di chi lo abita, rispondendo a quel dovere di cronaca del contemporaneo con una qualità e varietà di soluzioni originali, inedite, personali ed espressive.
Ognuno proveniente da contesti ed esperienze distinti, scegliendo discipline e modalità espressive diverse, gli otto protagonisti della mostra dimostrano però una spiccata e comune sensibilità verso la narrazione del paesaggio urbano. Chi proveniente dal writing e dal graffitismo urbano, chi dalla videografia artistica e dal documentario di denuncia, chi dal disegno e dalla scena punk underground degli anni Ottanta, chi dalla fotografia e chi, infine, da studi di architettura e pratica della stessa, per ognuno di essi la città è nuovamente il soggetto perfetto per le rispettive ricerche, attraverso il quale riflettere, anche con toni polemici, sulla crisi che negli ultimi venti anni ne ha investito e corrotto la forma e la vita che in essa si conduce.
Dal realismo descrittivo, che tocca per certi aspetti livelli piranesiani, dei paesaggi metropolitani del pittore emiliano Andrea Chiesi, pervasi da un’atmosfera rarefatta, straniante ma attraente, dove il tempo sembra essere sospeso e l’attività umana scomparsa; alla lucida ricerca del fotografo toscano Luca Lupi, che con sguardo puro e nitido si pone frontalmente davanti a determinati paesaggi restituendone lingue sottili – profili spigolosi, per certi aspetti irregolari nelle loro altezze, che sembrano la naturale continuazione o interruzione della linea d’orizzonte, funzionando visivamente come un elettroencefalogramma della città contemporanea –; passando al netto rigore dei volumi e delle strutture compositive delle costruzioni urbane e industriali uniche protagoniste delle opere pittoriche del muralista polacco Chazme e dell’architetto Fabio Pradarelli, che realizzano dei ritratti architettonici in cui il dettaglio descrittivo è ridotto all’essenziale per manifestarne la loro imponenza non sempre con valore positivo; fino a toccare livelli più lirici, molto lontani da una volontà descrittiva, con i ritratti urbani e gli scorci di stazioni ferroviarie e luoghi di periferia di tutto il mondo accennati dalla veloce spatola del post-graffitista italiano Francesco Barbieri, il quale affida al gesto istintivo la restituzione emotiva delle atmosfere. Incontriamo, poi, la ricerca originale tradotta in scultura di un altro muralista italiano, Etnik, con le sue metafore architettoniche, che restituiscono una personale critica all’asfissiante costruzione selvaggia operata oggi nelle nostre città. Se fino a ora la presenza umana è rimasta in disparte, il percorso si conclude con due ricerche che polarizzano l’attenzione su due dei suoi aspetti: la vita quotidiana e il segno lasciato nel paesaggio urbano. Il muralista polacco, Sepe, infatti, è l’unico in questa collettiva a documentare con sguardo critico e ironico scene tipiche del vissuto quotidiano odierno di una società dedita al consumismo, alla santificazione delle apparenze e al perseguimento di falsi valori sociali dettati dai nuovi media di comunicazione di massa. La nostra attenzione è catturata infine dal realismo trasfigurato nelle opere fotografiche del videoartista toscano Marcantonio Lunardi che, attraverso il software Google Earth, sonda in ambito virtuale le zone di frontiera urbana catturando scorci inediti di paesaggio che racchiudono in sé testimonianze della presenza umana, enfatizzate esteticamente sfruttando gli errori del programma nella restituzione 3D, facendole spiccare come pietre preziose incastonate in questi ambienti mostruosamente deformati.
Aree che sembrano ai confini della realtà in cui si produce un ossimoro estetico, attraente e respingente allo stesso tempo, narrato da un folto gruppo di artisti, che contribuiscono alla rinascita del realismo nell’arte, ma soprattutto del genere paesaggistico urbano contemporaneo.

“Time” group show @ IPazziFactory

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TIME
il tempo delle nostre vite
6 artisti contemporanei interpretano il concetto di tempo
Francesco Barbieri
Raffaele Boni
Lorenzo Marotta
Sonia Marrese
Marina Tanaka
Fabrizio Tronfi

a cura del collettivo iPazziFactory

ESPOSIZIONE
14 – 24 Aprile 2018
Spazio espositivo iPazziFactory
Via Palestro 21, Pisa

orari di visita
mercoledì – sabato h 10:00 – 13:00 / 16:30 – 19:30
domeniche su prenotazione

INAUGURAZIONE
Sabato 14 aprile ore 18.3

Esposizione collettiva / mostra visuale sonorizzata
Sei artisti esprimono il proprio soggettivo concetto di tempo attraverso la propria arte:

Il tempo come esperienza contemporanea (Francesco Barbieri)
Il tempo che si sospende, si espande, si rarefà (Raffaele Boni)
il tempo fermo dove tutto accade (Lorenzo Marotta)
Il tempo sulla pelle e sui gesti dell’uomo (Sonia Marrese)
Il tempo come spazio acustico (Marina Tanaka)
Il tempo tra ricerca astratta e ready made (Fabrizio Tronfi)

TIME – il Tempo, anche se è la più misurata fra le cose che misuriamo, sfugge dal farsi racchiudere in parole. Il tempo è un paradosso dall’indefinibile natura. Il Tempo è il tessuto stesso della nostra esistenza. Il Tempo si annusa, si percepisce, si sente. Il Tempo travalica lo spazio, lo attraversa, lo estende. Il Tempo passato ritorna come presente sotto forma di ricordo ed il futuro si materializza in noi come Tempo dell’attesa. Il Tempo è la scansione ritmica di gesti, pensieri, riti, sentimenti, attimi che organizzano la vita ed i suoi mutamenti. Al di la’ del suo statuto ontologico il Tempo è dunque una esperienza imprescindibile che naturalmente trova espressione artistica, non solo nella musica, come è ovvio, ma anche nelle arti visive.
“TIME”, suggerisce una di riflessione sulle molteplici forme estetiche che il Tempo prende e come si agiti dentro ed intorno a ciascuno di noi in modo diverso, originale, proprio.

random paintings from the last years

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“Rapsodia In Rosso”, 50×70 cm, mixed media on canvas, 2016

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“Giorno Siderale”, mixed media on canvas, 50×70 cm,2017

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“Landscape n.62″, 50×60 cm, mixed media on canvas, 2015

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“Mezzanotte Nel Giardino Del Bene E Del Male”, 30×30 cm, mixed media on paper, 2017.

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“Ipertrofia Della Comunicazione”, mixed media on wood, 45×45 cm, 2016

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“Working Class Hero”, 45×45 cm, mixed media on paper, 2016.

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at work, Nanjing 2015.41025106312_67f872b837_c

“Modern Day Catastrophe”, mixed media on canvas, 65×65 cm, 2017

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“Golgota”, mixed media on paper, 90×65 cm, 2016

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“Blue Stress”, 80×60 cm, mixed media on canvas, 2016-2018

Some pics from the solo show “About Concrete And Steel” @MYM Gallery, Helsinki.

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“Autumn Lay Ups”, mixed media on canvas, 100×100 cm, 2017.

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“Hooked On A Feeling”, mixed media on canvas, 100×100 cm, 2017.

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“Mid 90′s (Zero Tolerance)”, mixed media on canvas, 50×60 cm, 2017.

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“Cathedral”, mixed media on canvas, 50×60 cm, 2017.

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“Central Helsinki Darkness”, mixed media on canvas, 90×120 cm,2017.

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“Pasila Nights”, mixed media on canvas, 50×60 cm,2017.

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“First Day Of Summer (Wildstyle)”, mixed media on canvas, 100×100 cm, 2017.

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“Worship The Black Monolith” / “Worship The White Monolith”, mixed media on paper, 100×70 cm each, 2017.

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“Beggar”, mixed media on paper, 100×70 cm, 2017.

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“Virtual Explorer”, mixed media on canvas, 50×60 cm, 2017.

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“Emilio’s Thunder”, mixed media on canvas, 100×100 cm, 2017.

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“My Friend Is A Good Shoplifter”, mixed media on canvas, 90×120 cm, 2017

“About Concrete And Steel” solo show @MakeYourMark gallery, Helsinki

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Francesco Barbieri (born in Pisa, Italy, 1976) is an internationally recognized artist working in contemporary post-graffitism. Before starting his studio practice, he has been a leading European figure in graffiti. Critically acclaimed, he has been included among the ten most interesting young Italian artists of 2016 by the specialist press.
He has been the recipient of important prizes and residences, which allowed him to acquire international experience and visibility, while enriching his artistic path.

With his work on canvas he has explored various topics borrowed from graffiti folklore. His production focuses on the creation of urban landscapes where the train and the railroad are often central elements. In his works he explores “the margins” of urban life, representing those no-man lands which one can find at the geographical and social borders of the city. With his unique visual language, Barbieri aims at conveying those same feelings that he experienced in the streets and that he has been exploring for years. Travelling has become one of the essential elements of his art: he visited several times, among others, Berlin and Stockholm in Europe, New York and S. Francisco in America, Beijing and Nanjing in China, with the desire to discover the hidden lives of modern metropolises.

“La Città Industriale Immaginata” solo show @ Museo Piaggio

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“Leviathan” collaboration with Nicola Buttari

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“Conflict”, mixed media on canvas, 80×80, 2017.

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“1976″, mixed media on canvas, 100×70, 2017

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“Radical”, mixed media on found object, 70×149 cm, 2016.

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“Tecnocracy”, mixed media on found object, 50×70 cm, 2016.

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“You’ll Never Be Sad Again”, mixed media on found object, 100×70 cm, 2016.

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“Hauptbahnof”, mixed media on canvas, 80×80 cm, 2017.

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“Frattura”, mixed media on canvas, 100×70, 2017.

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“How Many Systems”, mixed media on canvas, 80×80 cm, 2017.

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“Future Is Bright”, mixed media on canvas, 70×100 cm, 2017.

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“Start The Riot (Immagini Di Disordine Su Tutti I Media)”, mixed media on canvas, 150×200 cm, 2017.

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“Tutte Le Linee Contemporaneamente (Omaggio A Emilio Vedova)”, mixed media on wood, diameter 120 cm, 2015-2017.

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“Rats Crawling Around” artist’s book, ultra-limited edition, cover by Sandra Varisco

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“Rats Crawling Around” artist’s book, ultra-limited edition

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“Rats Crawling Around” artist’s book, ultra-limited edition

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“Rats Crawling Around” artist’s book, ultra-limited edition

“La Città Industriale Immaginata” solo show @MuseoPiaggio

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FRANCESCO BARBIERI. LA CITTA’ INDUSTRIALE IMMAGINATA
CANTIERI D’ARTE 2017
Museo Piaggio, Pontedera
10 giugno / 8 luglio 2017

Dal 10 giugno all’8 luglio 2017 al Museo Piaggio di Pontedera si terrà la mostra “Francesco Barbieri. La Città Industriale Immaginata” momento conclusivo del progetto “Cantieri d’arte 2017″.

Il progetto è promosso dal Comune di Pontedera e dalla Fondazione Piaggio, con il patrocinio della Regione Toscana.
I Cantieri d’arte, che arrivano quest’anno alla XV edizione, vogliono offrire ai ragazzi del liceo la possibilità di sperimentare la pratica artistica attraverso il contatto diretto con artisti affermati a livello nazionale e internazionale. Il presupposto da cui nasce l’iniziativa si basa sul principio secondo cui l’educazione all’arte contemporanea va inserita in una dimensione di contatto diretto con l’artista, capace di sviluppare l’immaginazione e la creatività. Il progetto prevede quindi un workshop settimanale da febbraio sino a maggio e la mostra conclusiva in cui oltre ai lavori dell’artista coinvolto vengono esposti quelli realizzati dai ragazzi.

L’edizione 2017 propone agli studenti un percorso innovativo dal titolo La città industriale immaginata, ideato da Carlo Alberto Arzelà e dall’artista Francesco Barbieri, dove al centro della ricerca c’è la città come luogo di memorie e come spazio per il futuro. Pontedera, realtà urbana che ha interpretato la crescita economica e sociale del ‘900 e che vede una profonda trasformazione e riqualificazione degli spazi industriali, si presta perfettamente sia al tema del progetto che all’espressione artistica di Francesco Barbieri e al suo amore per gli ambienti fortemente antropizzati. Sono, infatti, i paesaggi industriali, urbani, i tunnel, le infrastrutture e le aree ferroviarie alcuni dei temi che entrano a far parte dell’immaginario di Francesco Barbieri. Catturati in tratti rapidi, vertiginosi e sfuggenti e passaggi cromatici di grande impatto, essi restituiscono ora la frenesia, ora l’asetticità della vita contemporanea e l’alienazione della figura umana.

Nato a Pisa nel 1976, Barbieri ha mosso i primi passi nel mondo dell’arte come writer, viaggiando nelle principali città europee e americane e lasciando la sua firma su ogni superficie che le città mettevano a disposizione. Dopo anni, chiude questa esperienza e si appassiona alla pittura iniziando a lavorare con diverse gallerie italiane. Barbieri è un instancabile sperimentatore sia nei supporti, che possono essere tele, carte artigianali e pannelli ma anche materiali di recupero, sia nella tecnica che usa: dalla china infatti passa ai collage, agli acrilici ed alle vernici spray. Con il suo lavoro su tela degli ultimi anni l’artista ha esplorato molteplici soggetti mutuati dal folklore tipico dei graffiti, fino all’estetica cruda delle periferie e dei paesaggi ferroviari, sulla quale la sua ricerca si sofferma, cercando di descrivere quelle “terre di nessuno” situate ai confini urbani.

L’artista ha guidato gli studenti cercando di trasmettere loro la sua capacità di vedere il fascino e soprattutto, di sentire la storia, passata, presente e futura degli edifici industriali presenti in città, e tradurre tutto ciò in immagini e paesaggi mentali. Le fabbriche sono vive, sempre: quando in uso, sono cattedrali del lavoro, con tutto ciò che questo comporta; una volta dismesse, possono diventare invece abitazioni per emarginati, atelier per artisti di strada e luoghi di aggregazione. Sono perciò ambienti in grado di suggerire un’infinità di possibili usi che a volte, come nel caso di Pontedera, si traducono in realtà, attraverso importanti e spesso complesse opere di riqualificazione.
La vita, valore positivo per eccellenza, che anima industrie, città e megalopoli, è forse in ultima analisi ciò su cui Francesco Barbieri ci vuole far riflettere attraverso i suoi dipinti, così evocativi ma anche malinconici, nel loro restituirci la solitudine e la disumanità di certi spazi urbani.

FRANCESCO BARBIERI. La città industriale immaginata
CANTIERI D’ARTE 2017
Museo Piaggio
Viale Rinaldo Piaggio 7 Pontedera
10 giugno / 8 luglio 2017

inaugurazione sabato 10 giugno 2017 ore 18.00

Informazioni: tel 0587 27171 email museo@museopiaggio.it e www.museopiaggio.it
Orari
Da Martedì a Venerdì: 10.00 – 18.00
Sabato: 10.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00
Domenica: (seconda e quarta Domenica del mese) 10.00 – 18.00
Lunedì: chiuso

Ingresso gratuito